THAILANDIA: AL VAGLIO PIANO PER BLOCCO SITI INTERNET OFFENSIVI PER IL RE

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Il governo thailandese sta considerando di investire fino a 14 milioni di dollari in tecnologie per bloccare i siti internet giudicati offensivi verso la monarchia. Lo ha reso noto il ministero delle Comunicazioni di Bangkok.

Il capo di Stato maggiore ed il Primo ministro hanno recentemente accusato gruppi anonimi di aver diffamato i reali, un serio crimine in Thailandia che viene punito con un massimo di 15 anni di prigione.

Il ruolo politico della famiglia reale ha assunto contorni assai delicati negli ultimi mesi e in particolare allo scoppio di nuove proteste antigovernative all’inizio di ottobre, in cui migliaia di manifestanti infuriati sono scesi in strada contro il contestato premier thailandese, Somchai Wongsawat. Anche se il re thailandese Bhumibol Adulyadej viene amato e rispettato da gran parte del suo popolo, al momento non ha ancora rilasciato alcun commento sullo scoppio dei disordini.

Il 7 ottobre scorso due persone hanno perso la vita e circa 500 sono rimaste ferite negli scontri con la polizia che ha usato il pugno di ferro per sedare la rivolta dei manifestanti.

Manifestazioni anti-governative a Bangkok militarizzata

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L’Alleanza del Popolo per la democrazia porta in piazza 8mila persone, contro le 100mila annunciate. I dimostranti chiedono le dimissioni del premier Samak, “strumento” del contestato ex primo ministro Thaksin.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – Migliaia di persone, ma meno del previsto, sono scese in piazza oggi a Bangkok per chiedere le dimissioni del premier Samak Sundaravej, accusato di essere strumento nelle mani dell’ex primo ministro Thaksin Shinawatra. Le autorità hanno disposto massicce misure di sicurezza: migliaia di poliziotti hanno presidiato le strade intorno ai palazzi del governo.
 
La campagna antigovernativa - in atto fine maggio e guidata dall’Alleanza del Popolo per la democrazia (Pad) - ha fatto aumentare le tensioni nel paese già alle prese con crisi economica e forte inflazione. I manifestanti erano circa 8mila, molto meno dei 100mila previsti dagli organizzatori. Secondo analisti in Thailandia, la dimostrazione odierna ha messo in luce lo scarso seguito che il Pad raccoglie tra la popolazione. La sigla è formata per lo più da cittadini della classe media residenti nella capitale.
 
Il People Power Party del premier Samak - composto da alleati di Thaksin - ha vinto le elezioni del dicembre scorso, che hanno segnato il ritorno alla democrazia del Paese asiatico. Nel 2006 un colpo di Stato incruento depose il primo ministro Thaksin, accusato di corruzione e mal governo. Il golpe era stato preceduto da proteste simili a quelle di oggi, ma ben più massicce. Da allora a Thaksin, magnate delle telecomunicazioni, è vietata l’attività politica, ma gode ancora di forte sostegno nelle aree rurali.

Fonte: www.asianews.it

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