THAILANDIA: LA CRISI POLITICA PREOCCUPA GLI AMBIENTI ECONOMIC

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Secondo gli osservatori e la business community internazionale, la crisi politica in atto in Thailandia rischia di frenare la crescita economica del Paese. Diminuisce la fiducia degli investitori privati e potrebbe crollare quella dei consumatori, elementi che, unitamente a un tasso di inflazione superiore al 9%, non potranno non avere un influsso negativo sull’economia thailandese. I consumi privati si erano mantenuti relativamente alti sino a tutto il mese di luglio e la crescita, sino al momento attuale, era stata comunque sostenuta dall’ottima performance nelle esportazioni (+26% nei primi sette mesi 2008 rispetto allo stesso perido del 2007). Uno dei sicuri effetti della crisi, che sta totalmente bloccando l’ attività politica nel Paese, sarà in ogni caso il differimento della realizzazione dei mega-progetti varati dal Governo e che avrebbero dovuto essere uno dei motori principali di stimolo dell’economia. La crisi, aggravatasi nell’ ultima settimana dopo 100 giorni di proteste, resta comunque del tutto incerta nei suoi esiti politici.

Toyota pianta 100.000 alberi in Thailandia

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Immagini come queste non sono uno spettacolo frequente. Migliaia di braccia che piantano circa 100.000 alberi all’interno e all’esterno di una fabbrica di automobili. E’ successo in Thailandia, più precisamente nel sito produttivo Ban Pho nella provincia di Chachoengsao. A organizzare l’evento, che si può considerare la più grande manifestazione di questo genere mai realizzata, è stata Toyota che ha voluto testimoniare il proprio impegno in attività di produzione sostenibile.

I cappellini verdi che si scorgono nelle fotografie appartengono a più di 10.000 volontari tra membri della comunità locale, funzionari della provincia di Chachoengsao, fornitori e concessionari accompagnati dalle loro famiglie che si sono rimboccati le maniche per creare attorno al sito produttivo un habitat ricco e variegato per ogni abitante.

La flora prescelta per lo scenario è quella locale. Ben 34 tipi di alberi sono stati selezionati per circondare l’impianto di Ban Pho, che punta ad essere un modello di attività produttiva sostenibile per tutta l’area Asia-Pacifico. Fin dalla sua inaugurazione, avvenuta nel 2007, è stata la prima fabbrica estera di Toyota ad introdurre un sistema di cogenerazione e di pannelli solari per abbattere le sue emissioni di CO2 di 9.000 tonnellate l’anno.

Per tutelare l’ambiente a Ban Pho si utilizzano anche altri accorgimenti. Le acque reflue sono riciclate, le vernici nell’impianto nei processi di verniciatura sono soltanto quelle non metalliche a base d’acqua generata e molti dei materiali di scarto vengono riutilizzati per la costruzione di infrastrutture. Ad esempio, il legno degli imballaggi viene recuperato per costruire ponti, la plastica di scarto è sfruttata per creare panche ed i blocchi derivati dagli scarti solidificati finiscono per pavimentare marciapiedi.

New Toyota Fortuner minorchange promo in Thailand

Moody’s taglia i rating di Gm, Wagoner apre in Thailandia

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Moody’s ha tagliato i rating di General Motors (e il titolo ha accusato pesantemente il colpoa Wall Street), una misura che coinvolge debiti del gruppo per 29 miliardi di dollari. L’outlook è negativo. Il declassamento, spiega l’agenzia, riflette le sfide di Gm nel ristabilire la propria competitività sul mercato dell’auto Usa e nel generare un cash flow operativo positivo malgrado le attuali difficoltà. In dettaglio Moody’s ha tagliato il rating Corporate Family da B3 a Caa1, quello del debito senior non garantito da Cc1 a Caa2, quello del debito senior garantito da Ba3 a B1 e quello sulla possibilità di default a Caa1 da B3. Restano invece esclusi dall’iniziativa i rating della finanziaria Gmac.

Moody’s elenca le difficoltà a cui Gm si trova di fronte: vendite annuali del mercato Usa che potrebbero collocarsi sotto i 15 milioni nel 2009, il sensibile calo della domanda di Suv e trucks, il periodo necessario al costruttore per allargare la sua gamma nel segmento delle medie e delle piccole e la sua difficoltà nel competere a livello di prezzi nei segmenti delle piccole e dei crossover. Moody’s considera inoltre molto impegnativo per Gm raggiungere i previsti livelli di risparmi e di flussi supplementari di capitale.

«La sfida più impegnativa per Gm e altri costruttori americani - ha commentato Bruce Clarke, senior vice president dell’agenzia - sarà accelerare l’introduzione di vetture più efficienti a livello di consumi e convincere i clienti che il valore dei loro veicoli non è inferiore a quello dei rivali asiatici. La liquidità supplementare che Gm riuscirà ad ottenere con il suo piano operativo darà alla società più tempo per questo passaggio, ma resta molto difficile realizzare questa transizione».

L’outlook negativo, ha concluso Clarke, significa che in assenza di un sensibile progresso in diverse aree finanziarie e operative i rating di Gm sul debito a lungo e quello sulla liquidità speculativa potrebbero essere oggetto di ulteriori pressioni. Tali aree includono: mantenere una quota del mercato Usa vicina al 21%, registrare la maggior parte di 10 miliardi di dollari di risparmi operativi, lanciare con successo una nuova piccola e un crossover nel corso del 2009 e migliorarne i prezzi medi.

La crisi del mercato automobilistico americano sta intanto spostando sempre di più il baricentro di General Motors verso l’Asia. Il gigante automobilistico americano ha annunciato, proprio nel giorno del downgrade da parte di Moody’s, che investirà 445 milioni di dollari in Thailandia per la costruzione di un’impianto di produzione di motori diesel e l’ampliamento degli stabilimenti già esistenti nel paese. Il nuovo impianto sarà operativo nel 2010 ed avrà una capacità produttiva di 100 mila unità all’anno.

Il mercato asiatico attira sempre più l’attenzione delle grandi società automobilistiche americane colpite dalla crisi della domanda statunitense a seguito dell’impennata del prezzo della benzina. L’investimento di Gm segue quello da 500 milioni di dollari di Ford, previsto circa un anno fa sempre nel sudest asiatico. «General Motors conta di divenire un’azienda leader in Thailandia e nei Paesi dell’Asean», ha spiegato l’amministratore delegato di Gm, Rick Wagoner, che punta dunque anche ai mercati confinanti con quello thailandese.

Gli occhi dell’industria automobilistica americana restano comunque puntati sulla Cina. All’ombra della Grande Muraglia infatti General Motors ha visto aumentare le proprie vendite del 9,9% nel primo semestre dell’anno, pari a 798.000 veicoli in più rispetto allo stesso periodo del 2007. La società di Detroit ha dichiarato che conta di vendere 1,2 milioni di veicoli in Cina entro la fine dell’anno ed altri 220.000 in India.

Sui 4 miliardi di dollari di asset che General Motors intende vendere c’è un «significativo interesse», ha detto Wagoner, sottolineando comunque che nessun accordo è atteso in tempi brevi. La casa di Detroit, così come gli altri costruttori, è alle prese con vendite in calo e ha chiuso il secondo trimestre con un rosso mostruoso, pari a 15,5 miliardi di dollari, il terzo maggiore nei suoi 100 anni di vita. «’Francamente registriamo un significativo interesse nella vendita dei nostri asset, incluso il marchio Hummer, ma probabilmente non ci sarà alcun accordo imminente», ha precisato Wagoner. Secondo le indiscrezioni circolate all’inizio del mese, Gm avrebbe contatti con l’indiana Mahindra & Mahindra e con società cinesi e russe per la vendita del celebre marchio di Suv. Fonte: il sole 24 ore.

La palla da golf è da buttare? Riciclatela

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I materiali usati attualmente non sono riutilizzabili. La palla vecchia si butta. Ma dalla Thailandia arriva una novità

Ci pensano in pochi. Soprattutto ci pensano poco i golfisti. Ma le palline da golf, con un’anima interamente non riciclabile, inquinano o comunque spingono a inquinare. Le palline attuali, infatti, hanno alte prestazioni grazie soprattutto al loro nucleo interno. Diverse le strutture (un pezzo o due pezzi) secondo le marce e il tipo di palla. Ma identico l’impatto ecologico: proprio il materiale interno, ovvero l’80% della palla, non è riciclabile. Si può riutilizzare soltanto la parte esterna. Una palla vecchia, in pratica viene semplicemente buttata

Ora un’azienda thailandese lancia una nuova palla da golf con materiali che definisce e eco compatibili. In pratica: il nucleo centrale è realizzato in termoplastica e può essere riciclato per creare nuove palline. Il tutto, assicura chia ha studiato la nuova palla, senza perdere nulla in prestazioni. I dati certificati dalla Us Golf Association dicono che quanto a «lunghezza» la nuova palla è a livello delle migliori sul mercato

Investimenti: La Thailandia ottiene un ottima posizione.

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La Thailandia ha un ottima posizione come possibilita’ di fare affari o commercio, questo e’ valutato da uno studio effettuato dalla Banca Mondiale.

Il paese valutato in termini di politica commerciale e’ classificato al 71esimo posto su 125, mentre in termini di facilita’ di fare affari ha un ottima posizione al 15esimo posto su 178 paesi, facilita’ degli scambi al 31esimo posto su 151 paesi.

Gianni Zanini economista del Word Bank Institute ha detto che le esportazioni thailandesi sono molto diversificate rispetto a quelle dei paesi vicini come Vietnam, Malesia, Indonesia e Cina.

I dati rilasciati nella relazione dalla Banca Mondiale hanno dimostrato che i paesi in via di sviluppo sono quelli che avevano migliorato le politiche commerciali nel 2007.

Negli ultimi 10 anni i paesi che hanno migliorato le politiche sul commercio, hanno avuto performace vantaggiose in termini di guadagno.

La Banca Mondiale sottolinea che con la liberizzazione dei servizi si potrebbe avere grossi benefici di grandi dimensioni.

di Marco P. Fonte: Sniboo.com

Globalizzazione/ C’era una volta la Cina

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Il bello della globalizzazione è che non si fa in tempo a consolidare un paio di punti di riferimento stabili che subito accade qualcosa che spettina i luoghi comuni appena solidificatisi, obbligandoci a shakerare di continuo la nostra visione del mondo.

La Cina come il futuro, la Cina dove produrre a basso costo, la Cina delle opportunità comincia già ad essere storia. I costi crescono, la burocrazia pesa, la recessione rischia di essere più dolorosa lì che altrove, e così gli imprenditori stanno già guardando verso India, Russia, Vietnam, Thailandia, Sudamerica, dove  manodopera e materie prime costano meno, le tasse sono più basse e i governi meno invadenti.

Siamo agli inizi, ma è chiaro che dobbiamo abituarci a radicali cambiamenti di scenario nel volgere di pochi anni. In questo, come in altri campi, è pernicioso affezionarsi alle proprie convinzioni. Vince chi è più in grado di archiviare senza rimpianto il passato e di riprogettare rapidamente il futuro riadattandosi alle nuove condizioni. Nel campo imprenditoriale è per certi versi una condizione folle, perché assume a modello il comportamento di quei ragazzini che non fanno in tempo ad affezionarsi al loro nuovo giocattolo che già ne vogliono un altro. Prima “tutti in Cina”, ora “tutti via dalla Cina”: è la logica di un capitalismo nevrotico che non sa e non vuole aspettare, guidato dalla fame di profitti immediati, ma è anche la ineludibile risposta a un mondo che impone a tutti di correre.

Paradossalmente l’apologo del leone e della gazzella oggi vale più per i mercati che per la giungla. Perché anche nella giungla ogni tanto ci si ferma.

Giuseppe Morello.

Fonte: www.affaritaliani.it 

Missione imprenditoriale in Thailandia

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Organizzata da MDA Consulting, la missione si terrà dal 20 al 24 ottobre a Bangkok.

MDA Consulting propone per il prossimo mese di ottobre una missione imprenditoriale in Thailandia. La missione – dedicata in particolare al settore automotive e organizzata dagli uffici MDA di Milano e Bangkok – è stata presentata lo scorso 17 giugno presso il Centro Studi San Carlo di Torino. Il seminario – al quale hanno partecipato, tra gli altri, l’Ambasciatore Thailandese Pradap Pibulsonggram, la direttrice del Thai Trade Centre di Milano, Kanokpan Pongaraya, Tiziano Furlan, Executive Vice President di MDA Consulting, Stefano Commodo, avvocato dello studio Ambrosio&Commodo di Torino e Cesare Gaetani di Banca Intesa San Paolo – ha fornito l’occasione per evidenziare le opportunità commerciali del Paese asiatico, le produzioni d’eccellenza, le agevolazioni offerte dalla normativa thailandese agli investitori esteri e le soluzioni più opportune da adottare per tutelare le attività imprenditoriali.

La preparazione della missione – che si svolgerà a Bangkok dal 20 al 24 ottobre - continua ora con la promozione dell’evento presso le principali istituzioni thailandesi, l’identificazione e l’approccio dei potenziali partners locali e la preparazione dei profili delle aziende thailandesi interessate ad incontrare le aziende italiane.

Per informazioni relative al programma e ai costi di partecipazione e per altre ulteriori informazioni:

MDA Consulting
Email mda@mda.it
Tel   0292871418/9
Fax   0292871420 
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