Thailandia/ Ex rockstar pedofilo Gary Glitter “fermo” a Bangkok

Uncategorized Cosa ne pensi? Scrivi un Commento »

L’ex rockstar britannica

Gary Glitter

,

uscito di prigione dopo quasi tre anni trascorsi dietro le sbarre nel sud del Vietnam per abusi sessuali su due ragazzine di 10 e 11 anni, si è rifiutato di salire a bordo di un aereo che da Bangkok l’avrebbe riportato in Gran Bretagna. Lo riferisce l’emittente britannica Bbc nel suo sito internet.

Glitter, 64 anni, si è rifiutato di lasciare l’aeroporto della capitale thailandese e ha chiesto di poter rimanere in Thailandia o in un altro paese asiatico. L’ex rocker britannico doveva fare scalo a

Bangkok

per rientrare in Gran Bretagna.

In una recente intervista ad un quotidiano vietnamita, Glitter ha espresso il desiderio di riprendere la propria carriera di cantante a Hong Kong o Singapore.

Gary Glitter - House of the Rising Sun

Thailandia. Manifestanti chiedono estradizione ex premier accusato di corruzione

Uncategorized Cosa ne pensi? Scrivi un Commento »

Migliaia di persone sono scese in piazza a Bangkok per chiedere l’estradizione dell’ex primo ministro Thaksin Shinawatra, scappato a Londra dopo le accuse di corruzione in Thailandia. I manifestanti hanno bloccato la circolazione di una delle strade delle principali strade della capitale per poi convergere verso l’ambasciata britannica. La manifestazione è stata organizzata dall’Alleanza del popolo per la democrazia (Pad), un cartello di diversi partiti nazionalisti anti-Thaksin. Dal maggio scorso il Pad chiede le dimissioni del capo del governo Samak Sundaravej e del suo accusato di essere una «marionetta di Thaksin»
Magnate dei media e proprietario del Manchester City , il cinquantanovenne

Taksin Shinawatra

è stato premier dal 2001 al 2006, quando un colpo di stato di militari fedeli al re lo costrinse all’esilio. Rentrato in patria nel febbraio scorso, dopo la vittoria della sua coalizione alle elezioni politiche, è stato costretto a fuggire dalla

Thailandia

per evitare i numerosi procedimenti penali aperti per corruzione aperti durante l’interegno della giunta militare.

Thailandia, le migliori destinazioni.

News Thailandia, Thailandia Cosa ne pensi? Scrivi un Commento »

Il Bangkok post sta realizzando un concorso per giudicare le 9 migliori destinazioni della Thailandia. Tutto questo avviene attraverso votando direttamente sul sito <<9 destinations>> la propria preferenza, il voto e’ aperto fino a Gennaio 2009, solo le migliori 9  destinazioni votate dagli utenti si aggiudicheranno il titolo.

Ma vediamo quali sono le localita’ meravigliose che sono gia’ in classifica.

1. Si Satchanalai Historical Park (Sukhothai)

si satchanalai historical

2.Sukhothai Historical Park (Sukhothai)

Sukhothai Historical Park

Sukhothai Historical Park

Sukhothai Historical Park

Sukhothai Historical Park

Sukhothai Historical Park

Sukhothai Historical Park

Sukhothai Historical Park

Avviato il ritiro dei soldati dalla zona del tempio di Preah Vihear, conteso tra Cambogia e Thailandia

Esteri, News Thailandia, Thailandia, Video Thailandia Cosa ne pensi? Scrivi un Commento »

Dalla cima della collina su cui fu costruito nell’XI secolo, il tempio di Preah Vihear, uno dei luoghi di culto architettonicamente più spettacolari dell’impero Khmer, domina due Paesi e il delicato confine che li separa: Cambogia e

Thailandia

. Dichiarato recentemente patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, questo splendido edificio vedrà ora forse la fine del lungo conflitto sulla sua proprietà che ha contrapposto i fedeli delle due nazioni asiatiche, fin dal 1962 quando Bangkok non accettò la sentenza con cui la Corte internazionale di Giustizia lo assegnava alla Cambogia. Oggi, infatti, i governi cambogiano e thailandese hanno raggiunto un accordo: stamani è iniziato il ritiro delle truppe - circa un migliaio di soldati - dalla zona del tempio, un ritiro avviato anche in vista dell’incontro tra i rispettivi ministri degli Esteri, in programma lunedì prossimo. “Lasceremo solo 10 soldati per parte”, ha annunciato il generale cambogiano che ha diffuso la notizia. Nei giorni scorsi, inoltre, il primo ministro di Phnom Penh, Hun Sen, che in precedenza non si era mostrato disponibile a un accordo con la Thailandia, ha dichiarato che le due parti devono risolvere la disputa e “ottimizzare la cooperazione bilaterale, commercio incluso”. (S.G.) Fonte Radio Vaticana.

A Christopher Neil 5 anni di galera Il commento del pedofilo: «Ok

Esteri, News Thailandia, Thailandia Cosa ne pensi? Scrivi un Commento »

Chris NeilLa Corte di Bangkok ha emesso la sentenza a carico del 32enne canadese accusato di aver abusato di un 13enne tailandese

È stato condannato a tre anni e tre mesi di prigione Christopher Paul Neil, accusato di aver abusato sessualmente di un 13enne tailandese. Si chiude così una parte della vicenda processuale dell’insegnante canadese di 32 anni, arrestato l’anno scorso con un mandato di cattura internazionale dopo che la polizia era entrata in possesso di foto pedopornografiche che lo ritraevano insieme a dei minorenni.
La pena iniziale era sei anni e sei mesi, ma è stata dimezzata dopo che a maggio Neil si è dichiarato colpevole. Il suo commento in aula, con la divisa da carcerato e le catene ai piedi, dopo la lettura della sentenza, è stato un laconico: «Ok». La Corte di Bangkok lo ha inoltre condannato a pagare una multa di 1.780 dollari. Ma Neil, originario di Maple Ridge, in British Columbia, deve essere ancora processato per presunti abusi al fratello del 13enne in questione, che all’epoca aveva nove anni. Secondo l’accusa nel 2003 Neil avrebbe pagato il bambino per ricevere prestazioni orali al prezzo di 15/30 dollari. Il canadese, però, si dichiara innocente. Rosalind Prober, presidente del Canadian Child rights group Beyond Borders, ha detto che la sentenza «avrebbe potuto essere più severa», ma ha anche sottolineato che la vicenda processuale di Neil non è conclusa e che potrebbe essere giudicato da un tribunale meno clemente.

Thailandia, contadini:contro caro benzina,usano bufali “ad acqua”

Esteri, News Thailandia, Thailandia Cosa ne pensi? Scrivi un Commento »

Thailandia (Reuters) - Dovendo fare i conti con prezzi di cibo e carburanti sempre più proibitivi, i coltivatori di riso thailandesi stanno abbandonando i loro trattori a benzina diesel per adottare i bufali, animali usati per secoli dai contadini per l’aratura.

Nonostante abbiano beneficiato dell’aumento del prezzo del riso quest’anno, i contadini della Thailandia nordorientale - la regione che esporta più riso al mondo - hanno anche detto che gli alti costi dei fertilizzanti li hanno indotti a optare per il letame per concimare i propri terreni.

“I contadini non possono sostenere i prezzi alle stelle di carburante e fertilizzanti, quindi ora dipendono di nuovo dai bufali”, ha detto Thongbai Gaewwan, che ha lavorato con il governo per promuovere l’allevamento di bufali nella regione.

Con il sostegno di Bangkok, i contadini del villaggio di Hinkone, 450 chilometri a nord-est della capitale, stanno portando indietro l’orologio della storia a quando i bufali venivano ampiamente usati per lavorare e fertilizzare il terreno, e come animali da macello.

I bufali nel villaggio sono ora 250, dai 50 del 2003, grazie al progetto del Dipartimento per lo sviluppo del bestiame che prevede il prestito di un capo ai contadini in cambio di un vitello, ha detto Thongbai.

Il mantenimento di un bufalo ha costi molto ridotti, dal momento che il loro “carburante” è l’erba, mentre i medicinali vengono forniti dal governo.

“Ciò che il bufalo rilascia sui campi è fertilizzante. Ciò che fuoriesce dal trattore, è una perdita di soldi”, ha detto il coltivatore Arn Saigrasoon.

Moody’s taglia i rating di Gm, Wagoner apre in Thailandia

Business Thailandia, Esteri, Thailandia Cosa ne pensi? Scrivi un Commento »

Moody’s ha tagliato i rating di General Motors (e il titolo ha accusato pesantemente il colpoa Wall Street), una misura che coinvolge debiti del gruppo per 29 miliardi di dollari. L’outlook è negativo. Il declassamento, spiega l’agenzia, riflette le sfide di Gm nel ristabilire la propria competitività sul mercato dell’auto Usa e nel generare un cash flow operativo positivo malgrado le attuali difficoltà. In dettaglio Moody’s ha tagliato il rating Corporate Family da B3 a Caa1, quello del debito senior non garantito da Cc1 a Caa2, quello del debito senior garantito da Ba3 a B1 e quello sulla possibilità di default a Caa1 da B3. Restano invece esclusi dall’iniziativa i rating della finanziaria Gmac.

Moody’s elenca le difficoltà a cui Gm si trova di fronte: vendite annuali del mercato Usa che potrebbero collocarsi sotto i 15 milioni nel 2009, il sensibile calo della domanda di Suv e trucks, il periodo necessario al costruttore per allargare la sua gamma nel segmento delle medie e delle piccole e la sua difficoltà nel competere a livello di prezzi nei segmenti delle piccole e dei crossover. Moody’s considera inoltre molto impegnativo per Gm raggiungere i previsti livelli di risparmi e di flussi supplementari di capitale.

«La sfida più impegnativa per Gm e altri costruttori americani - ha commentato Bruce Clarke, senior vice president dell’agenzia - sarà accelerare l’introduzione di vetture più efficienti a livello di consumi e convincere i clienti che il valore dei loro veicoli non è inferiore a quello dei rivali asiatici. La liquidità supplementare che Gm riuscirà ad ottenere con il suo piano operativo darà alla società più tempo per questo passaggio, ma resta molto difficile realizzare questa transizione».

L’outlook negativo, ha concluso Clarke, significa che in assenza di un sensibile progresso in diverse aree finanziarie e operative i rating di Gm sul debito a lungo e quello sulla liquidità speculativa potrebbero essere oggetto di ulteriori pressioni. Tali aree includono: mantenere una quota del mercato Usa vicina al 21%, registrare la maggior parte di 10 miliardi di dollari di risparmi operativi, lanciare con successo una nuova piccola e un crossover nel corso del 2009 e migliorarne i prezzi medi.

La crisi del mercato automobilistico americano sta intanto spostando sempre di più il baricentro di General Motors verso l’Asia. Il gigante automobilistico americano ha annunciato, proprio nel giorno del downgrade da parte di Moody’s, che investirà 445 milioni di dollari in Thailandia per la costruzione di un’impianto di produzione di motori diesel e l’ampliamento degli stabilimenti già esistenti nel paese. Il nuovo impianto sarà operativo nel 2010 ed avrà una capacità produttiva di 100 mila unità all’anno.

Il mercato asiatico attira sempre più l’attenzione delle grandi società automobilistiche americane colpite dalla crisi della domanda statunitense a seguito dell’impennata del prezzo della benzina. L’investimento di Gm segue quello da 500 milioni di dollari di Ford, previsto circa un anno fa sempre nel sudest asiatico. «General Motors conta di divenire un’azienda leader in Thailandia e nei Paesi dell’Asean», ha spiegato l’amministratore delegato di Gm, Rick Wagoner, che punta dunque anche ai mercati confinanti con quello thailandese.

Gli occhi dell’industria automobilistica americana restano comunque puntati sulla Cina. All’ombra della Grande Muraglia infatti General Motors ha visto aumentare le proprie vendite del 9,9% nel primo semestre dell’anno, pari a 798.000 veicoli in più rispetto allo stesso periodo del 2007. La società di Detroit ha dichiarato che conta di vendere 1,2 milioni di veicoli in Cina entro la fine dell’anno ed altri 220.000 in India.

Sui 4 miliardi di dollari di asset che General Motors intende vendere c’è un «significativo interesse», ha detto Wagoner, sottolineando comunque che nessun accordo è atteso in tempi brevi. La casa di Detroit, così come gli altri costruttori, è alle prese con vendite in calo e ha chiuso il secondo trimestre con un rosso mostruoso, pari a 15,5 miliardi di dollari, il terzo maggiore nei suoi 100 anni di vita. «’Francamente registriamo un significativo interesse nella vendita dei nostri asset, incluso il marchio Hummer, ma probabilmente non ci sarà alcun accordo imminente», ha precisato Wagoner. Secondo le indiscrezioni circolate all’inizio del mese, Gm avrebbe contatti con l’indiana Mahindra & Mahindra e con società cinesi e russe per la vendita del celebre marchio di Suv. Fonte: il sole 24 ore.

Thailandia/ Bangkok prepara richiesta estradizione per Thaksin

Esteri, News Thailandia, Thailandia, politica thailandese Cosa ne pensi? Scrivi un Commento »

Il governo di Bangkok sta preparando la richiesta di estradizione per l’ex premier Thaksin Shinawatra, un tempo l’uomo più ricco della Thailanda, oggi in esilio volontario in Inghilterra, dove - dice - la democrazia gode di maggiore considerazione, e ricercato assieme alla moglie Pojaman per corruzione dopo il golpe incruento dei generali monarchici.

Le agenzie del governo thailandese stanno studiando gli incartamenti per richiedere l’estradizione dell’ex premier Thaksin, in seguito al mandato di cattura internazionale spiccato dalla magistratura thailandese.

Il capo del dipartimento degli affari internazionali della procura tailandese, Sirisak Tiyapan, ha spiegato che il suo ufficio sta “studiando i dettagli legali per il caso di estradizione”.

La Corte Suprema tailandese ha spiccato il mandato d’arresto lunedì dopo che Thaksin e consorte non si sono presentati a un’udienza, alla quale erano stati convocati per rispondere a accuse di corruzione.

Fondatore del partito Thai Rak Thai - dichiarato fuori legge dopo il golpe militare del 2006 - Thaksin è stato il primo premier della Thailandia a governare per una legislatura intera. Le elezioni del 2001 gli consegnarono con un plebiscito la guida del paese e Thaksin venne rieletto nel voto del 2005 - che registrò un’affluenza record - grazie al sostegno delle zone più rurali del paese, nel frattempo duramente colpito dallo tsunami. Il golpe del 2006 avvenne mentre Thaksin si trovava all’estero, all’Assemblea generale dell’Onu a New York. Fonte Alice.

CTS: I GIOVANI SCELGONO GRECIA, SPAGNA E THAILANDIA

Cina, News Thailandia, Thailandia Cosa ne pensi? Scrivi un Commento »

Grecia e Spagna sono le mete preferite dai giovani turisti italiani che se intraprendono un viaggio a lungo raggio scelgono in primis la Thailandia. La “fotografia” e’ fatta dal Cts (Centro turistico studentesco e giovanile) che nel periodo estivo registra circa 30.000 passeggeri diretti in Spagna e Grecia, con particolare focus sulle isole Cicladi (Mykonos, Santorini ), sulle Sporadi (Skiatos) seguite dalla new entry Kos; sempre importante e’ il traffico sulle Baleari (Palma de Mallorca e Ibiza). Nel lungo raggio le mete preferite sono la Thailandia (+14%) e gli USA scelte per le indubbie bellezze naturali e per i prezzi decisamente contenuti e nel caso degli Stati Uniti, per il favorevole cambio del dollaro.
Particolarmente appetibili e in forte crescita destinazioni come India, Canada (con punte di crescita fino al 35%) e Marocco. Per i corsi di lingua, la meta preferita e’ sempre la Gran Bretagna, seguita dall’Irlanda: forti segnali di crescita per mete innovative come Canada e Australia e USA. In forte aumento la richiesta per Dublino (+12). Novita’ di quest’anno arabo e cinese. In Italia le mete preferite sono le citta’ d’arte, Roma, Venezia, Firenze, Milano, Napoli. In Europa oltre alle capitali classiche, Madrid, Amsterdam, Praga, Barcellona, Londra, ma si registra anche una maggiore domanda su Parigi (+11). “Nel complesso - dichiara Andrea Pesenti Direttore Commerciale CTS - una estate che prenota sempre piu’ sotto data di partenza ma che, ritengo, ci vedra’ alla fine soddisfatti”.
Dall’inizio dell’anno ad oggi hanno viaggiato con CTS circa 177.000 persone, e di queste l’80% sono giovani sotto i 35 anni. (AGI). Fonte Agi.

Deviazioni thailandesi

News Thailandia, Thailandia Cosa ne pensi? Scrivi un Commento »

Il governo thailandese, guidato dal primo ministro Samak Sundarevej (leader del Partito del potere del popolo - Ppp), lo scorso luglio ha approvato due progetti per deviare l’acqua di fiumi condivisi con Laos e Myanmar a beneficio delle coltivazioni del suo paese. Ma dure sono le critiche degli ambientalisti preoccupati per l’impatto negativo che questi megaprogetti potranno avere sull’ambiente e sulla vita degli abitanti delle provincie interessate, quella di Tak (nord tailandese confinante con l’antico Burma) e quella di Udon Thani (Thailandia nord-est confinante con il Laos). In termini economici, il costo del primo progetto per deviare le acque del fiume Mae Yuam verso il bacino idrico di Bhumibhol (nel Tak), si aggira intorno ai 1310 milioni di dollari; in termini umani invece, oltre a danneggiare gli agricoltori locali, l’opera toglierà acqua anche ai quasi 40 mila rifugiati di etnia karen, provenienti dal tormentato Myanmar, il cui campo profughi sta proprio sulle rive del Mae Yuam. Il secondo prevede invece di deviare l’acqua dello Nam Ngum, affluente del Mekong condiviso con il Laos, verso il bacino di Lam Pao, nella provincia di Udon Thani, e costerà ai contribuenti tailandesi circa 2300 milioni di dollari. Ma non un dollaro è stato speso per uno studio sull’impatto che la realizzazione delle opere avrà sull’ecosistema e lo sviluppo agricolo di quelle comunità (una ventina), parte delle quali non potranno più contare sul passaggio di quei fiumi e altre, che dovrebbero sloggiare per il rischio tutt’altro che remoto di inondazioni.
Nessuno, fino all’approvazione da parte del governo thailandese, sapeva nulla dei progetti e, a dispetto del nome del suo partito (quello del Potere del popolo), sembra proprio che a Samak Sundarevej non interessi affatto cosa il suo popolo pensi. Pare persino che i progetti per deviare i fiumi in Thailandia siano ben otto (per una spesa totale di 14.970 milioni di dollari), perché il primo ministro ci tiene a mantenere la promessa fatta ai latifondisti che, entro quattro anni - cioè prima della fine del suo mandato - svilupperà un serio piano di irrigazione agricola. Tra questi otto progetti però non è incluso quello più ambizioso, che prevedere di prendere l’acqua del Mekong e farla arrivare fino agli estesi latifondi del nord-est.
Dalle poche notizie trapelate, il portavoce di Living River Siam Pianporn Deetes, è riuscito a sapere che per quanto riguarda la deviazione del Mae Yuam verso Bhumibhol, verrebbe effettuata attraverso numerosi canali di irrigazione in superficie e una complessa rete di tubature sotterranee che copriranno una distanza di 200 chilometri. Per realizzare quest’ultima opera però non si potrà evitare di distruggere 1854 ettari di boschi. Secondo Lertsak Khamkhongsak coordinatore del Gruppo tailandese sui cambiamenti culturali ed ecologici, la fretta e la riservatezza che hanno caratterizzato l’approvazione dei progetti, potrebbe essere una strategia per aumentare i consensi di quanti beneficeranno della deviazione delle acque (leggi latifondisti che appoggiano e sostengono il Ppp), a scapito dei piccoli produttori. In allerta quindi le organizzazioni ambientaliste, tra cui la Living River Siam, che esigono dal governo Sundarevej la sospensione dei progetti e un serio studio di fattibilità che sia reso pubblico alle comunità coinvolte, loro malgrado, dalle deviazioni dei corsi d’acqua e che dovranno sorbirsi anche le conseguenze dei lavori di sbancamento, come le esplosioni e le polluzioni di sostanze chimiche alle fonti di acque naturali e sul suolo.

WP Theme & Icons by N.Design Studio WordPress Themes 2.6
Entries RSS Comments RSS Collegati

Warning: stristr() [function.stristr]: Empty delimiter. in /home/bangkokp/public_html/sniboo/wp-content/plugins/wassup/wassup.php on line 2093